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Nel terrore di poter rispondere a Dio gettandoci in quell’Abisso di luce che ci chiama e invincibilmente ci attrae, alziamo davanti a noi un muro ogni giorno più massiccio e più alto, eppoi ci lamentiamo di esser murati nel buio.

La fuga immobile, 17 settembre 1946, II ediz., p. 200