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«...E tardando lo sposo a venire, esse si assopirono tutte e dormirono» (Mt 25,5).

Il Signore sembra avere una visione pessimistica della vita spirituale delle anime che Egli ha chiamato: «tutte» si assopirono. Non c’è distinzione tra vergini sagge e vergini stolte; sembra che nessuna anima sappia attendere Dio, restar desta nell’amore. Tutti ci adagiamo nel sonno, e abbiamo bisogno di un grido che ci svegli per riprendere il cammino, che poi nuovamente interrompiamo per abbandonarci al sonno.

Ora però non voglio parlar tanto del sonno quanto del motivo del sonno. Qual è questo motivo? «Tardando lo sposo a venire...». Lo Sposo ritarda. Ha chiamato le vergini ed esse lo aspettano, ma una volta chiamate le abbandona, ed esse si sentono sole, e su loro pesa il silenzio di Dio. Esse non sanno sopportare l’attesa.

È sempre duro sopportare l’attesa, tanto più se la nostra vita è tutta un’attesa di Dio. Chi è impegnato nelle cose umane, nella famiglia, ecc... può aspettare più tranquillamente, sente meno la solitudine del cuore; ma per un’anima che ha rotto tutti i ponti per seguire la voce di Dio diviene veramente pesante e duro questo silenzio in cui Dio la lascia dopo che essa ha risposto. Da principio va tutto bene e l’anima non sente il distacco dal mondo; l’amore non le fa sentire le rinunzie che esige, tutti i beni terreni sono per lei un nulla. Ma dopo che ha rotto i ponti Dio sparisce e all’anima sembra di essere stata ingannata. «Tu mi hai sedotto, Signore...», dice Geremia (cf. Ger 20,7).

Silenzio. La vita spirituale affonda in questo silenzio, in questa solitudine. È più normale il silenzio di Dio che la sua parola. La notte è lunga e le vergini si addormentano.

(...) Hai risposto e ti trovi solo; non senti più nulla; dopo aver lasciato tutto ti trovi nella tua povertà e facilmente cade in te ogni speran­za, ogni desiderio. Nella noia dell’attesa l'anima si abbandona al sonno.

Silenzio di Dio, notte, solitudine. Le vergini son sole e il buio e il silenzio le circondano. È lo stato dell’anima che ha risposto a Dio, perché se si risponde sul serio a Dio si spezzano tutti i legami. Vergini sagge e vergini stolte sono ugualmente nella solitudine, nel silenzio, nella notte. Devi dare tutto e non ricevere nulla. Ti sembra di avere impegnato tutta la vita e che a nessuno importi del tuo dono.

(...) Il ritardo di Dio è già la sua risposta. Dio si rivela nascondendosi; finché sai come si chiama non lo conosci, finché credi che ti sia vicino l’hai scambiato con un altro, finché lo vedi non lo vedi. Non c’è progresso nella conoscenza di Dio se non c’è progresso nella nostra ignoranza al suo riguardo. (...) La risposta di Dio alla nostra preghiera è dunque questo silenzio, questa solitudine. Non altro deve essere per noi il segno dell’amore. Dio ci dà Se stesso, e per farlo ci spoglia di tutto ciò che Egli non è.

Dal Ritiro del 20 gennaio 1957 a Firenze