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Perché lo Spirito Santo discenda sopra tutta quanta la Chiesa, sopra tutta quanta l'umanità, sopra tutta quanta la terra e dia alla Chiesa una perfetta giovinezza e dia all'umanità una vita più ampia e dia alla creazione di essere trasfigurata dalla gloria di Dio.

Perché la vita della Chiesa sia la manifestazione sempre attuale di questa divina presenza dello Spirito in lei, lo sia nella sua unità, che deve rifulgere ogni giorno più grande, più vera, lo sia nella rivelazione della sua cattolicità, lo sia nella rivelazione della sua santità, che sia ogni giorno più luminosa, più pura.

Che lo Spirito discenda sopra ciascuno di noi e doni all'anima nostra un desiderio più vivo di Dio, ci affami di santità, ci doni un incontenibile ardore, onde l'anima nostra si senta sempre come spinta da una forza divina verso una mèta che rimarrà sempre trascendente, una mèta che non potremo mai raggiungere ma che raggiungeremo tuttavia ogni volta che noi, uscendo di noi stessi nell'ardore del desiderio, ci protenderemo verso Dio.

Che questa Messa sia veramente l’oblazione pura di tutti noi che, divenuti una cosa con Cristo, nello stesso movimento di amore onde Egli eternamente si offre al Padre ascendiamo fino a Lui, liberando il nostro cuore da ogni amore terreno, purificandolo da ogni imperfezione e peccato, rendendolo sempre più lieve, senza peso, sicché questa ascensione divenga ogni giorno più rapida, sicché questa fuga verso Dio divenga ogni giorno più veloce.

Perché lo Spirito Santo, Consolatore nostro, ci assicuri di una presenza divina anche quando noi ci sentiamo più soli, anche quando sentiamo di più la nostra povertà, il nostro nulla, anche quando ci appare più manifesto il fallimento di ogni nostra intrapresa, di ogni nostro sforzo anche nella vita spirituale. Che Egli ci conforti, ci dia sicurezza anche quando tutto sembra fallire. Che Egli ci dia luce, che Egli ci dia gioia, e dia luce e gioia ad ogni anima che cerca il Signore. Viva Egli nel cuore di tutti gli uomini, che pur non conoscendo Dio lo cercano e lo implorano, che pur non conoscendo Dio si aprono alla sua rivelazione nell'umiltà e nell'amore.

Che noi sentiamo Dio all’opera, in questa creazione che Egli va suscitando dagli abissi della colpa e del male! Che noi sentiamo questo Dio all'opera in ogni cuore umano e ci doniamo ogni giorno più a Lui perché si serva di noi come collaboratori suoi a questa opera immensa di trasfigurazione dell'universo! Che - come dice il Cantico di San Sergio - battezzati da questo fuoco divino, illuminati da questa luce, diveniamo noi tutti trono della Divinità, strumento della divina onnipotenza, pura rivelazione di Dio.

Amen.

Dal Ritiro del 17 maggio 1959 (Pentecoste) a Casa san Sergio (FI)