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Due cose ci dice la parabola di Matteo del tesoro nel campo: «Il Regno dei cieli è un tesoro nascosto». E poi anche: «Colui che lo trova lo nasconde di nuovo» (cf. Mt 13, 44).

(…) Che cos’è questo Regno dei cieli paragonato ad un tesoro nascosto? E come mai anche dopo trovato lo si deve nascondere ancora? Intanto è vero un fatto, che Dio è nascosto dalle cose; Dio non è un bene che appare direttamente; è sempre nascosto, anche se si trova ovunque, in ogni situazione.

Se voi volete trovare Dio senza affondare, senza scavare in quello che fate, nella situazione nella quale vi trovate, voi non lo troverete mai perché Dio non si manifesta mai apertamente. Dio rimane presente ma sempre nascosto.

Che cos'è questo Dio che tu devi trovare? Probabilmente non si trova lontano da quello che fate, non è in un luogo diverso da quello in cui voi vivete, non implica per voi un andare lontano, un lasciare le vostre cose; implica invece un cercare un poco, uno scavare un poco nel terreno che vi circonda.

(...) A tutti è dato un campo da lavorare ed è la nostra medesima vita, ed è in questa medesima vita che Egli è nascosto, ma noi non lo sentiamo, non lo vediamo. Perché? Perché Egli è nascosto e ci vuole la fede in Dio per poterlo scoprire. Ed ecco perché tutti evadiamo dalla situazione nella quale ci troviamo per cercare di trovare chissà che cosa, e non ci rendiamo conto che nella misura che cerchiamo qualche altra cosa da quello che noi possediamo, in realtà noi perdiamo Dio, perché probabilmente per ciascuno di noi Dio non si troverà mai che nel campo dove la Provvidenza ci ha posto a lavorare.

Soltanto bisogna che si lavori molto sodo, che si scavi molto profondo per poter trovare proprio in questo campo, che la Provvidenza ci ha dato, il tesoro. La nostra vita terrena, la nostra malattia, la nostra povertà, la nostra vecchiaia... dobbiamo renderci conto che questo è il campo dove è nascosto il tesoro. Perché se lo cerco altrove non solo perdo la pace del cuore, ma perdo Dio stesso perché non compio la sua volontà, perché è nell’accettazione umile e serena a questa volontà divina che il mio cuore trova la pace, trova la gioia.

Quello che è il campo che Dio mi ha dato da coltivare, questo è il campo del mio tesoro, un tesoro che è al di sopra di ogni cosa, ma è nascosto. Troppe volte per noi rimane sempre nascosto, e si vive tutta una vita senza scoprirlo. Se poi tu questo dono lo conquisti e ti rendi cosciente che, davvero nella tua vita, povera e modesta fin che vuoi, in una situazione concreta anche la più umile, Dio è con te, tu lo perderai ugualmente se tu non lo nascondi nuovamente! Perciò con quale umiltà e gelosa cura dobbiamo conservare il tesoro, dobbiamo conservare la grazia di questa coscienza di essere di Dio, questa coscienza che Dio è nostro, che Dio è con noi e che noi siamo con Lui.

Esercizi spirituali a Venezia, 23 ottobre 1970